Gay & Bisex
Cap 33 - La Cas malattia
01.04.2026 |
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"«Finisco la sega e ti faccio le coccole» promette lui, mi viene incontro, si siede dietro di me..."
Se in tutto 2006 non ho mai avuto problemi di salute, allora si vede che la mia fortuna è finita. O un virus particolarmente potente ha deciso di far visita anche dal Duo famigerato. «Cas? Stai bene?» mi fa Drag, perplesso, quando dopo cena mi rannicchio contro il muro e mi abbraccio le ginocchia.
Tiro su con il naso e abbasso gli occhi: «Non so... Mi sento strano»
Drag ridacchia, non so neanche se sta cercando di sdrammatizzare o si diverte davvero per il mio stato: «Scommetto che è quello che sente dire ogni uomo l'attimo prima di diventare papà»
Mi scappa una bestemmia e lo guardo malissimo.
«Oh, ma non si può scherzare adesso!» protesta lui, poi mi viene incontro, si inginocchia per guardarmi in faccia e mi scruta.
«Ma vabbè, tu sei sempre pallido, Cas» commenta, scrollando le spalle.
Ma la sensibilità zero di Drag, cazzo.
«Ho freddo» mormoro, tanto per elencare i sintomi e vedere come reagisce, ho già capito che da solo Drag non andrà da nessuna parte.
«Ah» mi guarda un po' spaesato, ovviamente lui è bollente come sempre. «Come fai ad avere freddo? È aprile»
«Credo di essermi beccato un virus» riassumo tutte le bestemmie che vorrei sbraitargli incontro in una conclusione chiara e concisa.
«Oh» sgrana gli occhi, con un lampo di consapevolezza, finalmente, cazzo.
«Ma potevi dirmelo subito!» protesta, dandosi una manata sulla coscia. «Cos'è, ti stai mettendo a fare il fidanzatino che vuole essere letto nella mente? Non sono mica telepatico, cazzo»
Adesso sento anche un po' di nausea, e ho i brividi. Mi rannicchio ancora di più su me stesso e cerco di coccolarmi contro di Drag, che emana calore come una stufa, ma poi mi ricordo del virus. Non voglio che si ammali pure lui, Cristo.
«Cas? Hai bisogno di qualcosa?» chiede, è così frustrante l'incapacità di Drag nell'affrontare situazioni normali che non siano scopare o picchiare la gente o pianificare vendette che quasi mi metto a singhiozzare.
Infatti mi ritrovo a singhiozzare contro il suo petto e a chiamarlo: «Drag... Drag... Ho paura...»
Lo so, non ha senso, l'infermeria c'è e non è neanche lontano, ma non ci voglio passare i giorni lì, e se mi mandano in ospedale? Ho la nausea al solo pensiero. E Drag? Senza di lui? Come cazzo faccio?
E continuo a piangere, mentre Drag mi fa nascondere affondare la faccia nella sua canottiera.
«Non ti preoccupare, stasera non ti scopo» mi fa, con una smorfia in faccia.
E smetto immediatamente di piangere per imprecare: «Si può sapere perché cazzo pensi subito a scopare? Sto male, cazzo, c'ho un virus dentro»
«Dentro dove?» mi fa, con sorpresa genuina. «Ti ha infettato il buco?»
Ma Madonna santa, dammi la forza.
«Dentro il mio corpo in generale» riassumo, cercando di restare calmo. «Non so se è un virus gastrointestinale o qualcos'altro, Drag, in questi giorni circola un po' di tutto»
Drag mi guarda un po' imbarazzato, si sfrega le mani, mi dà una palpatina di conforto sul sedere, poi mi fa, con l'aria sollevata: «Hai freddo, giusto? Almeno questo è facile, aspettami qui»
Mi stacca di peso da sé, batte una mano sulla porta, appena si apre esce senza nemmeno guardarmi.
«Cristo Dio, Drag, sei proprio un caso perso» sbotto io, avvolgendomi nella nostra coperta nel frattempo.
Come marito è proprio una pessima scelta.
E mi chiedo maledicendomi perché ho pensato a lui come un marito. Dio mio, devo andarci più piano.
Poi sento salire la nausea. Deglutisco a fatica, ho la gola in fiamme. Stavolta mi sono beccato un virus bello potente, cazzo. «Drag, ma dove diavolo sei?»
O è Drag che è stato lentissimo, o sto così male che mi sono addormentato o svenuto nella coperta, ma quando mi sveglio con Drag che mi scrolla è quasi alba.
«Sei vivo?!» mi urla in faccia, per poco non mi si rompono i timpani.
Gemo, gli afferro la mano e cerco di socchiudere gli occhi. «Vivo sì... Ma non mi sento molto...»
Mi interrompe senza nemmeno lasciarmi lo spazio di finire: «Ti ho preso una copertina»
«Eh...?»
È fierissimo quando srotola una trapunta con sopra un pattern di ciambelle, e gemo esasperato quando dichiara, tutto gonfio come un pavone: «Guarda, mi sono messo pure a cercarne una con i disegnini che mi piacciono. Toh»
E me la lancia addosso.
«Potevi prenderne uno a caso e portarmelo subito!» biascico, avvolgendomi nella copertina con uno starnuto. Almeno calda è calda.
«Ok, ma ho pensato che magari ti farebbe piacere questa con le ciambelle sopra!» protesta, con un'aria ferita da Drag deluso.
Sospiro, e decido di lasciar perdere. «Grazie, Drag»
«Per te tutto» bonfochia lui, senza guardarmi.
Poi si alza di scatto.
E si abbassa i pantaloni.
Quasi mi si blocca la mascella. «Scusa?»
«Cosa c'è?» mi fa, sorpreso.
«Perché cazzo ti abbassi i pantaloni?» mi avvolgo più stretto nella copertina, ho un mal di gola della Madonna.
«Mi devo segare» sbotta, e procede a farlo.
«Ma porca puttana, ti seghi adesso?» impreco io, esasperato. «Davanti a me che sto morendo?»
«Stai morendo?» si ferma a metà con la mano, e mi guarda, leggermente preoccupato.
«No» ammetto, seccato. «Ma io speravo in un po' di coccole, sto male, cazzo»
Bisogna sempre dire tutto in modo più chiaro possibile con Drag, Cristo Dio.
«Finisco la sega e ti faccio le coccole» promette lui, mi viene incontro, si siede dietro di me.
E sento la sua mano sinistra intrufolarsi sotto la copertina, poi sotto la mia camicia.
«Ehi!» protesto, ma non è neanche troppo male, bella calda, un po' ruvida, ma chissene.
«Cas, stai buono, è complicato segarsi senza nessun stimolo esterno» sbotta, esplorandomi il petto, scende un po', ma chiudo le gambe.
«Drag, stai su» mi affretto a mettere i paletti.
Sbuffa, ma si limita a palparmi sopra la cintola. «Mi fai qualcosa con la bocca?»
Ma la sensibilità di Drag...
«Ho mal di gola» mi raggomitolo contro di lui, tremando nella copertina. «Scusa»
Drag sbuffa, chiaramente seccato: «Da malato sei completamente inutile, allora»
«Scusa» mi faccio piccolo piccolo e lascio solo lo spazio necessario alla mano di Drag di toccarmi. «È la prima volta che mi prendo qualcosa»
«Bah» sento che ansima dietro di me, mi ficca le unghie nel fianco e finalmente geme, altre due manate e finisce in aria.
«Fa schifo in confronto a una scopata vera» si lamenta, pulendosi la mano.
E aspetto pazientemente che venga a coccolarmi. Sento la copertina sollevarsi in un angolino, poi il corpo caldo di Drag mi avvolge da dietro, le sue braccia a circondarmi.
«Meglio?» ridacchia, dandomi un bacino sul collo.
«Si, tienimi così...» mugolo felice, e appoggio la testa contro il suo petto.
Drag affonda la testa nei miei capelli e mi accarezza le spalle, ma neanche dieci secondi dopo è lì che si lamenta: «Cas, qui dentro è l'inferno in terra, scusa ma io mi svesto, sinceramente»
Esce senza dire altro dalla nostra tenda improvvisata, si calcia via tutto quello che ha addosso e scivola dentro di nuovo.
«Sei proprio strano da vestito, Cas» commenta, tirandomi tra le gambe.
Lo guardo esasperato: «C'è qualche problema, se uno ti dice che sei strano quando non sei nudo»
«Non è che condividiamo meglio il calore se ti svesti anche tu?» mi bisbiglia, mordicchiandomi la spalla.
«Drag, non ci casco mica» sbotto io, schiaffeggiandogli via la mano. «Stanotte rimango vestito, punto»
Poi piagnucolo, giusto per vedere come reagisce: «Non ti piaccio da vestito?»
Drag sussulta, arrossisce leggermente quando mi volto verso di lui e mi molla uno schiaffetto.
«Sei bellissimo anche da vestito» ammette a malincuore, poi si distende, facendo crollare la tenda improvvisata.
Allunga un braccio fuori dalla copertina e afferra soddisfatto un cuscino, se lo sistema tutto comodo sotto la testa e si prepara a dormire.
«E il mio cuscino?» protesto, quando mi afferra le braccia per tirarmi a sé.
«Oh, tu non hai bisogno di cuscini» ridacchia, rafforzando la presa. «Sono io il tuo cuscino»
Si dà una pacca al petto.
Mi ammorbidisco subito e mi acciambello su di lui, sento la sua mano accarezzarmi i capelli, Dio mio, vorrei rimanere malato per sempre.
«È proprio strano te che mi dormi sopra» commenta, ridacchiando.
«Ti adoro, Drag» mugolo, strofinandomi contro di lui.
«Mi sembra di avere un gatto in camicia nera lungo più di un metro e ottanta che mi ronfa addosso» dichiara, trionfante di aver rovinato finalmente l'atmosfera.
Ringhio la mia protesta, ma quando Drag mi accarezza la schiena torno modalità gattino.
«Bravo così» Ridacchia lui, facendomi le grattatine sulla schiena che mi fanno dimenare contento su di lui.
«Hai ancora freddo?» mi fa, dopo un attimo.
Mi accocolo più stretto sul suo petto e scuoto la testa.
Mi bacia i capelli e si rilassa insieme a me, sento il suo battito calmarsi.
Ormai mi sono quasi addormentato, quando sento Drag sussurrare: «Cas, quando guarisci mi devi una scopata bella lunga. Credo proprio che mi prenderò un'insolazione, qui sotto»
Giusto per concludere in bellezza.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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